M.H. – Material Handling

Efficientamento delle linee

La produzione industriale di merendine rappresenta una sfida costante per le aziende alimentari. Tra la crescente domanda di prodotti confezionati e la necessità di mantenere standard elevati di qualità e sicurezza, la progettazione di linee produttive efficienti diventa un elemento strategico fondamentale.

Una delle soluzioni più efficaci per ottimizzare il flusso produttivo e ridurre gli sprechi è rappresentata dai sistemi di accumulo, che giocano un ruolo cruciale nella gestione delle micro-fermate e nel garantire continuità operativa.

Il ciclo produttivo delle merendine: dalla linea al confezionamento

Il processo produttivo delle merendine è articolato in più fasi, ciascuna delle quali contribuisce alla realizzazione di un prodotto finale pronto per il mercato. Si parte dal confezionamento primario, in cui le merendine vengono avvolte singolarmente in flowpack, per passare poi al confezionamento secondario (vassoi in cartoncino) e al sovraimballo (flowpack multiplo). Infine, i prodotti vengono imballati in casse di cartone ondulato per la spedizione.

Questa catena articolata necessita di un perfetto coordinamento tra le diverse macchine e di un’attenta gestione delle pause operative. Un controllo inadeguato delle micro-fermate può infatti generare significative inefficienze produttive. Senza un sistema di accumulo, i prodotti in eccesso rischiano di creare congestione lungo la linea, costringendo le macchine a monte a interrompere la produzione.

Questo scenario è particolarmente critico per i prodotti da forno, dove la continuità produttiva non è solo essenziale per mantenere la qualità del risultato finale, ma anche per garantire la sicurezza. I prodotti in transito nel forno devono infatti procedere senza interruzioni: un arresto dei nastri all’interno del forno non causerebbe solo la bruciatura e conseguente perdita del prodotto in lavorazione, ma potrebbe creare un rischio ancora più serio. Nei grandi forni industriali, dove sono presenti importanti volumi di prodotto in transito, un blocco potrebbe portare al surriscaldamento e, in condizioni estreme, persino allo sviluppo di incendi, mettendo a rischio non solo la produzione ma anche la sicurezza dell’intero impianto.

Sistemi di accumulo: la soluzione ottimale

Le aziende hanno a disposizione due principali strategie per gestire le micro-fermate: investire in macchine in standby o integrare sistemi di accumulo.

Sebbene la prima opzione possa sembrare la più intuitiva, comporta costi elevati sia in termini di investimento iniziale che di manutenzione. I sistemi di accumulo, invece, rappresentano una soluzione più versatile ed economica.

Un sistema di accumulo è composto da un nastro trasportatore con dispositivi di ingresso e uscita, progettato per gestire i prodotti in eccesso in modo fluido e organizzato. La versatilità di questi sistemi consente di adattarli alle specifiche esigenze della linea produttiva, ottimizzando il flusso senza interruzioni. Inoltre, molti sistemi di accumulo sfruttano lo spazio in altezza grazie a design a spirale, riducendo l’ingombro in pianta e migliorando l’organizzazione dello stabilimento.

Heliflex: una soluzione avanzata per linee complesse

Tra i sistemi di accumulo spicca Heliflex, una soluzione progettata specificamente per linee di confezionamento complesse come quelle delle merendine. Heliflex utilizza una catena unica nel suo genere, avvolta a spirale attorno a tamburi sincronizzati. Questo design consente di accumulare i prodotti in modo continuo o discontinuo, con una capacità che, idealmente, varia tra i 200 e i 500 metri, garantendo un utilizzo ottimale dello spazio disponibile.

Uno dei vantaggi principali di Heliflex è la gestione a pressione zero, che assicura l’integrità dei prodotti e delle confezioni. Questa caratteristica è fondamentale per le merendine, dove un’imballatura danneggiata potrebbe comprometterne la freschezza e l’aspetto estetico. Inoltre, il sistema consente di restituire i prodotti alla linea in qualsiasi momento senza dover svuotare l’intero buffer, offrendo una flessibilità operativa senza pari.

In una linea di produzione articolata come quella delle merendine, Heliflex viene tipicamente posizionato dopo l’invassoiatrice, per gestire le micro-fermate delle macchine a valle, come il sovraimballo, l’incassatrice e il pallettizzatore.

Nelle linee più avanzate, è possibile integrare ulteriori sistemi di accumulo per migliorare l’efficienza produttiva. Un esempio è il buffer multiripiano, posizionato tra la linea di processo e le macchine flowpack per il confezionamento primario. Questo sistema è progettato per gestire il flusso dei prodotti non ancora confezionati, trattandoli nella loro forma “nuda” e assicurando una gestione fluida e organizzata.

Soluzioni su misura per linee produttive più efficienti: l’importanza di una scelta strategica

Ogni linea produttiva ha esigenze specifiche, determinate da fattori come la tipologia di prodotto, la velocità della linea e la capacità delle macchine a valle. Per questo motivo, la scelta del sistema di accumulo deve essere accuratamente pianificata, considerando non solo le esigenze attuali, ma anche le potenziali evoluzioni future.

Heliflex rappresenta un esempio di come l’innovazione tecnologica possa rispondere a queste esigenze, offrendo una soluzione versatile e scalabile. Tuttavia, la sua integrazione richiede una progettazione attenta e una valutazione approfondita del layout produttivo. Ad esempio, l’utilizzo di buffer a spirale non solo ottimizza lo spazio, ma migliora anche l’efficienza complessiva della linea, riducendo i tempi di fermo e minimizzando gli sprechi.

Con MH Material Handling, puoi contare su soluzioni su misura per ottimizzare ogni aspetto della tua linea produttiva. Grazie al nostro servizio esclusivo, la MH Solution Scan, siamo in grado di analizzare a fondo le tue linee di confezionamento, individuando le aree critiche e proponendo le migliori alternative per incrementare la produttività.

Non lasciare che le inefficienze compromettano la tua competitività: contattaci oggi stesso e scopri come possiamo aiutarti a trasformare la tua produzione in un sistema all’avanguardia, pronto per le sfide del futuro.

L’introduzione dell’automazione nelle linee di confezionamento rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità per le aziende del settore alimentare, specialmente nei mercati emergenti.

Eppure molte linee si fermano, in termini di automazione, al packaging primario, uno step imprescindibile per portare i prodotti sugli scaffali. Tuttavia, il packaging secondario è una fase altrettanto strategica per migliorare l’efficienza complessiva.

Automatizzare per ridurre i costi? Non è così semplice

Uno dei primi obiettivi per i project manager è l’automazione come mezzo per ridurre il numero di operatori. Ma attenzione: è importante essere consapevoli del fatto che l’automazione può impattare sulla flessibilità delle linee. Se le operazioni manuali offrono una flessibilità intrinseca, automatizzare tutto può risultare costoso, soprattutto per le linee che devono gestire un’ampia varietà di formati.

In questo contesto, l’obiettivo dell’automazione dovrebbe essere l’aumento della produttività attraverso la riduzione della variabilità dei formati, mantenendo però una certa flessibilità produttiva. Una strategia vincente potrebbe essere quella di spostare i prodotti che hanno incidenza minore su linee dedicate o semi-automatiche.

Attenzione allo spazio: l’automazione richiede pianificazione

Lo spazio in stabilimento è un’altra variabile cruciale. L’inserimento di macchine automatizzate richiede spazi operativi adeguati, non solo per l’ingombro delle macchine stesse, ma anche per la manutenzione e il flusso continuo dei materiali. È quindi essenziale pianificare con attenzione la disposizione della linea produttiva, evitando che le nuove macchine ostacolino il flusso operativo o limitino l’accesso alle aree di lavoro.

Magazzino e logistica: il collegamento è fondamentale

L’automazione porta con sé un aumento della produzione, che significa una gestione dei materiali più intensa. Collegare efficacemente la linea di produzione al magazzino diventa fondamentale per evitare colli di bottiglia. Per questo motivo, l’uso di pallettizzazione manuale e movimentazione tramite transpallet potrebbe non essere sufficiente. È necessario considerare soluzioni automatizzate per la gestione del magazzino e il trasporto dei prodotti finiti, al fine di garantire un flusso continuo ed efficiente.

In primo piano la sicurezza degli operatori

L’ergonomia della linea di produzione è un altro aspetto da non sottovalutare. Quando si introducono nuove macchine e nastri trasportatori di collegamento, c’è il rischio di chiudere passaggi vitali per gli operatori o creare difficoltà nel rifornimento dei materiali di imballaggio. Anche in questo caso, una pianificazione attenta del layout è fondamentale, per assicurarsi che i lavoratori possano operare in condizioni di sicurezza, oltre a garantire un flusso di lavoro ottimale, senza intoppi.

Automazione graduale: una scelta strategica

È chiaro che l’automazione del packaging secondario è un investimento strategico per le aziende alimentari. I vantaggi in termini di efficienza e sicurezza sono tangibili, ma una pianificazione accurata è essenziale per garantire che il passaggio all’automazione avvenga senza intoppi.

Automatizzare una linea di produzione in un’unica soluzione può mettere sotto pressione l’intero stabilimento, con il rischio di fermare la produzione per settimane o mesi. Una strategia più prudente è quella di implementare l’automazione a step successivi. Questo approccio permette di testare e validare ogni passaggio, formando gradualmente gli operatori e riducendo i rischi legati al fermo produttivo.

In M.H. Material Handling, affianchiamo i nostri clienti in ogni fase del percorso di automazione, dalla progettazione all’implementazione, garantendo che ogni investimento porti benefici concreti e duraturi. Grazie alla nostra vasta esperienza nel settore, siamo in grado di fornire soluzioni personalizzate che rispondano alle esigenze specifiche di ogni azienda.

Consapevoli delle molteplici sfide che le imprese del settore alimentare devono affrontare, offriamo uno strumento esclusivo per ottimizzare l’intero processo: la “MH Solution Scan”. Si tratta di una diagnosi avanzata e completa, pensata per analizzare a fondo la tua linea di confezionamento. Questa tecnologia avanzata permette di individuare con precisione le aree di miglioramento, suggerendo le soluzioni più efficaci per aumentare l’efficienza, ottimizzare il flusso produttivo e ridurre i costi operativi.

Con MH Solution Scan, potrai identificare rapidamente i punti critici e adottare le giuste contromisure per trasformare la tua produzione. Il nostro team ti accompagnerà lungo tutto il percorso, offrendoti l’esperienza e la tecnologia necessarie per potenziare la tua operatività e ottenere risultati concreti.

Scopri come MH Solution Scan può fare la differenza nella tua linea di produzione e portare la tua azienda verso un futuro di maggiore efficienza e competitività.

Nel precedente articolo avevo parlato della diffusa necessità di ottimizzare lo spazio dedicato al confezionamento nel proprio stabilimento, soffermandomi sugli elevatori a spirale. Ecco alcune soluzioni alternative per sfruttare al meglio gli spazi disponibili in stabilimento.

Gli elevatori a carrello elevatore con ripiani intermittenti o continui e il BAT-Vertical sono soluzioni che entrano in gioco solo per specifiche esigenze; se invece è possibile inserire un sistema a spirale noi lo consigliamo caldamente.

Se anche tu vuoi ottimizzare gli spazi del tuo stabilimento dedicati al confezionamento, non esitare a contattarci; noi di MH, grazie alla nostra trentennale esperienza, siamo in grado di realizzare qualsiasi tipo di collegamento tra le macchine di confezionamento, prestando particolare attenzione a specifiche esigenze produttive come questa.

In Italia soprattutto gli stabilimenti produttivi hanno i metri quadrati contati e spesso le aziende ci contattano con il bisogno di “guadagnare” spazio per ottimizzare la produzione.

Solo dopo un sopralluogo accurato e la valutazione di tutti i fattori necessari è possibile capire in quale punto della linea inserire un dispositivo che consenta di ottimizzare gli spazi e quale tipologia utilizzare.

Se anche tu vuoi ottimizzare gli spazi del tuo stabilimento dedicati al confezionamento, non esitare a contattarci; noi di MH, grazie alla nostra trentennale esperienza, siamo in grado di realizzare qualsiasi tipo di collegamento tra le macchine di confezionamento, prestando particolare attenzione a specifiche esigenze produttive come questa.

Su questo blog ho spesso parlato di ottimizzazione dei processi di confezionamento e dei macchinari che si possono installare per raggiungere quest’obiettivo. Ma, un conto è progettare una linea ex novo, magari anche con un’ampia metratura a disposizione; diverso è intervenire su una linea già esistente che ha già una serie di meccanismi avviati.

Anche in questi casi è possibile ottimizzare il processo? Bella domanda! La risposta è sì ma le strade da percorrere sono molteplici.

Oggi voglio delinearti qualche soluzione a questo tema perché sono sempre di più le aziende che hanno già una linea di confezionamento ma hanno bisogno di renderla più efficiente sia in termini di performance che dal punto di vista dell’ergonomia.

Di recente, ne abbiamo incontrate parecchie con questo problema… pensiamo solo ai contatti avuti in occasione di Cibus Tec a fine 2023.

Di che cosa hanno bisogno queste realtà produttive?

  1. Guadagnare spazio in stabilimenti in cui i metri quadri sono contati e spesso sono finiti.
  2. Aumentare la velocità del confezionamento.
  3. Liberare il suolo e sviluppare il processo in altezza (e ritorniamo al punto 1).
  4. Efficientare la fase che va dal confezionamento primario al secondario.
  5. Adeguarsi ai cambiamenti legati alla ricerca di una maggiore sostenibilità dei processi.

Quali sono le soluzioni in questi casi?

Per realizzare scavalchi e liberare lo spazio al suolo si possono introdurre alcune soluzioni tecnologicamente avanzate, come:

  • i passaggi operatore con nastri apribili a cancello;
  • i sistemi retrattili;
  • i trasportatori a spirale.

Mi voglio soffermare sui trasportatori a spirale perché, in questi casi, li ritengo una valida soluzione.

Non è un caso che proprio a Cibus Tec 2023 abbiamo presentato la spirale leggera SVn-Bare, in collaborazione con Ambaflex, appositamente pensata per i collegamenti aerei tra confezionamento primario e secondario, in modo agile e con grande vantaggio economico, senza però scendere a compromessi in termini di qualità e velocità di punta raggiungibili.

Un’altra “potente arma” da sfruttare per migliorare l’efficienza delle linee di confezionamento è rappresentata dai sistemi di accumulo; noi di MH non ne parleremo mai abbastanza perché possono davvero fare la differenza.

I sistemi di accumulo, per esempio, consentono di:

  • compensare diversità di funzionamento tra due macchine collegate in serie;
  • regolarizzare il flusso ed evitare che la linea di processo si fermi di continuo;
  • recuperare produttività in caso di micro-fermate delle macchine a valle.

Attenzione, però, inserire un buffer a posteriori in una linea esistente non è banale; quest’operazione richiede grande attenzione e una serie di valutazioni specifiche sulle performance da raggiungere.

Adattamenti alle confezioni a basso impatto ambientale

C’è un altro tema di grande attualità che porta le aziende a prevedere una serie di investimenti volti a modificare le proprie linee di confezionamento: la necessità di adattarsi all’uso di confezioni a basso impatto ambientale.

Quando parlo di “confezioni a basso impatto ambientale” si aprono numerose possibilità che includono soluzioni volte a una riduzione del materiale di imballaggio o una vera e propria sostituzione della plastica con carta, cartone o materiale compostabile.

In questi casi il processo di confezionamento deve restare al passo con il progresso. E teniamo presente che le aziende dovranno sempre di più fare i conti con i cambiamenti imposti da una ricerca di sostenibilità dei processi.

A tal proposito noi di M.H. stiamo investendo in modo continuativo sulla ricerca e sviluppo di prodotti capaci di offrire ai clienti soluzioni innovative e sostenibili, in linea con le nuove esigenze del mercato e con quanto richiesto dalla normativa.

Cito, per esempio, il sistema di trasporto hygienic design Sani-Flex, il nostro standard per il trasporto di prodotti nudi, appositamente pensato per rispondere alla normativa più stringente; Saniflex tiene conto delle necessità di sanificazione di alcuni prodotti con il fine di contribuire all’abbattimento della carica batterica durante il processo.

Altro esempio è costituito dalla partnership con Intralox per la costruzione o lo sviluppo di prodotti speciali come elevatori a spirale, nastri thermo drive e trasportatori ARB passivi.

Queste citate sono solo alcune delle soluzioni pensate da M.H. per supportare le aziende nel processo di modernizzazione delle linee di confezionamento.

Se anche tu hai bisogno di efficientare le tue linee per renderle più funzionali e performanti non esitare a contattarci, ti guideremo in un percorso di ottimizzazione della produttività, studiato appositamente sulle tue esigenze.

Cracker, fette biscottate e biscotti secchi sono prodotti particolarmente fragili che vengono sempre “stakerati”, cioè confezionati e impilati uno sopra l’altro.
Viste le loro caratteristiche fisiche e la modalità di confezionamento primario richiedono l’impiego di convogliatori specifici.

Proprio per rispondere alle esigenze specifiche di questi prodotti per la fase successiva al raffreddamento, che solitamente avviene su trasportatori a tappeto larghi, noi di M.H. abbiamo sviluppato una linea di trasportatori specifici con catena modulare in plastica, certificata FDA per uso alimentare.

Rispetto ai sistemi tradizionali, questa soluzione garantisce considerevoli vantaggi in termini di semplicità, di funzionamento e facilità di manutenzione.
Inoltre, quello che rende questo prodotto estremamente interessante è la sua flessibilità e semplice adattabilità alle diverse situazioni che si possono trovare nelle linee di confezionamento.

Grazie alla nostra decennale esperienza sappiamo bene quanto le aziende abbiano bisogno di sistemi di movimentazione che si adattino facilmente alle loro modalità di confezionamento, ottimizzandone la produttività.

Partiamo con una premessa: quando si pensa alla fase di confezionamento si presta maggior attenzione alle vere e proprie macchine di confezionamento senza soffermarsi sui sistemi che le collegano.


Ed è qui che entrano in gioco gli accumulatori che possono davvero fare la differenza in termini di efficientamento della linea.
La scelta della tipologia di modello dipende da diversi fattori (anche di natura economica) ma ci sono tre variabili di cui bisogna sempre tener conto.


Bisogna ricordare che soltanto valutando dettagliatamente tutti questi aspetti si potrà rientrare risolvere il problema, efficientare la linea e rientrare rapidamente dell’investimento sostenuto.

Con i Sistemi di Accumulo MH, non dovrai più preoccuparti delle inefficienze. Sfrutta la nostra expertise e tecnologia per diventare un riferimento di efficienza nel tuo settore.

Quando un’azienda deve installare un sistema di unificazione dei prodotti si trova davanti a una serie di variabili che rendono la scelta complessa.

Infatti, la presenza di sistemi di unificazione in una linea di confezionamento indica un livello di complessità e automazione molto elevato all’interno dell’intero processo.

Scegliere l’unificatore “giusto” influisce su:

  • il mantenimento della qualità dei prodotti;
  • il corretto funzionamento delle macchine a valle;
  • l’efficienza dell’intera linea di confezionamento.

Quindi, non si possono commettere errori.
Il rischio di rendere la linea poco efficiente e obsoleta è troppo alto. Per questo quando un cliente mi chiede quale modello sia più adatto, parto sempre da un’analisi molto dettagliata della sua attuale situazione, delle sue esigenze e delle sue aspettative.

Proviamo quindi a fare una breve panoramica su questi macchinari, spiegandone gli utilizzi, i pregi e i limiti.

Intanto partiamo con il dire che esistono diverse tipologie di unificatori ma i principali rientrano in due categorie: unificatori pneumatici o ad accumulo e unificatori dinamici.

Unificatori ad accumulo

Questo tipo di prodotto è dotato di “cancelli” sulle corsie di ingresso che rimangono chiusi in attesa che la sezione di convergenza sia libera, rilasciando poi le file di prodotti in sequenza.

Questa soluzione semplice ed economica presenta due importanti prerequisiti:

  • i prodotti devono essere in grado di sopportare la pressione durante la fase di accumulo;
  • le macchine a valle devono essere in grado di ricevere i prodotti in treno senza essere sollecitate.

Il primo punto riguarda l’integrità dei prodotti e significa che quelli ammissibili sono scatole, vassoi, prodotti impilati in confezioni strette.

È importante approfondire il secondo punto.
All’uscita dell’unificazione, i prodotti sono attaccati l’uno all’altro o comunque molto vicini, ma la velocità del nastro è pari a quella che si otterrebbe con prodotti regolarmente temporizzati e con uno spazio tra loro pari alla dimensione del prodotto stesso.
La produttività media della linea non cambia, ma quando il treno arriva a valle, la produttività istantanea, dal punto di vista della macchina, è doppia.

Per questo motivo, o la macchina è in grado di gestire tale flusso, oppure è necessario normalizzare il flusso con un nastro di rallentamento e uno di accelerazione dopo l’unificatore; questa soluzione però richiede chiaramente più ingombri, due motori aggiuntivi e una logica di controllo più complessa.

Unificatori dinamici

Quando trattiamo prodotti che non possono essere accumulati per il rischio di sovrapposizione (tipicamente flowpack o sacchetti a cuscino) o di danneggiamento per eccessiva pressione o perché le macchine a valle richiedono che i prodotti arrivino con una frequenza regolare e con una distanza adeguata tra un prodotto e l’altro, allora è necessario utilizzare un sistema dinamico.

Un unificatore dinamico è un sistema scalabile composto da una serie di nastri fasatori che accelerano o rallentano i prodotti in arrivo dalle file in entrata, in modo da creare lo spazio necessario per evitare che due pezzi si presentino contemporaneamente al punto di convergenza.

In questi dispositivi i prodotti vengono trattati sempre uno alla volta, evitando così di avere gruppi di prodotti e garantendo una spaziatura regolare. All’aumentare della velocità di produzione, aumenta anche il numero di fasatori necessari.

M.H. è un’azienda Italiana con trent’anni di esperienza nella movimentazione e logistica di stabilimento in qualsiasi settore industriale, che offre differenti soluzioni per i sistemi di accumulo.

 Nell’ambito degli unificatori dinamici la macchina più veloce sviluppata da MH è il sistema dinamico HP, che può raggiungere produzioni fino a 600 ppm per flowpack lunghi 150 mm. A seconda del peso e dell’imballaggio dei prodotti, è possibile utilizzare fino a 5 trasportatori di fase con azionamento brushless e aspirazione a vuoto per gestire le accelerazioni ripide.

Inoltre, M.H., grazie alla sua decennale esperienza, è in grado di supportare le aziende che hanno la necessità di ottimizzare ed efficientare la propria linea di confezionamento, offrendo soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate.

Le prime domande che bisogna porsi in questi casi sono: le mie macchine di confezionamento sono adatte a questo sistema? I miei prodotti possono essere movimentati su questa tipologia di unificatore?


Infatti gli unificatori ad accumulo o pneumatici sono dotati di “cancelli” sulle corsie di ingresso che rimangono chiusi in attesa che la sezione di convergenza sia libera; una volta aperti i cancelli, questi rilasciano le file di prodotti in sequenza.

Questa soluzione è semplice ed economica ma presenta due importanti prerequisiti.
In primis, i prodotti devono essere in grado di sopportare la pressione durante la fase di accumulo; vanno quindi bene scatole, vassoi o prodotti impilati in confezioni strette.
In secondo luogo le macchine di confezionamento a valle devono essere in grado di ricevere i prodotti in treno senza essere sollecitate.

Vuoi potenziare la produttività della tua linea di confezionamento grazie all’uso di un unificatore ad accumulo?

La necessità di inserire un unificatore ci indica che siamo davanti a una linea che ha una elevato livello di complessità e automazione.
L’obiettivo è quello di ottimizzare i processi e far performare al meglio le macchine di confezionamento ma se si inserisce il sistema “sbagliato” si rischia di ottenere l’effetto contrario e di trovarsi ad affrontare continui blocchi.

Noi di MH, nell’ambito degli unificatori dinamici, abbiamo sviluppato il sistema dinamico HP, che può raggiungere produzioni fino a 600 ppm per flowpack lunghi 150 mm.
Questo sistema prevede una fasatura uno ad uno dei prodotti realizzata con sistema multi-tappeto con motorizzazioni indipendenti per ciascuna delle piste di ingresso. Il sistema di controllo della macchina consente di controllare il passo tra le confezioni in uscita dal sistema e garantisce che la fasatura venga eseguita senza contatto, evitando il rischio di incastri, sovrapposizioni o danneggiamenti.