Concentrare più file di prodotto in un numero inferiore può sembrare un’operazione semplice. In realtà, il modo in cui i prodotti vengono raccolti, fasati e consegnati alla macchina successiva può avere un impatto importante sulla regolarità dell’intero processo.
Per questo la progettazione di un unificatore non parte soltanto dalla velocità della linea. Prima ancora occorre capire come si comporta il prodotto: forma, stabilità, delicatezza, possibilità di lavorare a contatto con altri articoli e passo richiesto dalla macchina a valle sono tutti elementi che contribuiscono a definire la soluzione.
Su questi parametri M.H. Material Handling progetta la configurazione di unificazione più adatta alle caratteristiche della linea e del prodotto.
Il primo criterio è il prodotto: sopporta l’accumulo?
Prima ancora della velocità, la valutazione parte dal prodotto e dalla sua capacità di sopportare l’accumulo.
Un articolo che lo accetta tollera la pressione dei pezzi che si toccano e si spingono a vicenda; rientrano in questa categoria scatole, vassoi e prodotti impilati in confezioni strette.
Un articolo fragile, o soggetto a sovrapposizione, non regge invece questa sollecitazione, e un sistema a pressione ne comprometterebbe l’integrità.
Ecco perché la resistenza all’accumulo è il primo elemento da valutare, in quanto indica se occorra un unificatore pneumatico o dinamico ancor prima di considerare la cadenza di linea.
Esiste però un’eccezione utile da tenere presente. Anche con un prodotto che sopporta l’accumulo, la presenza di molti formati con larghezze sensibilmente diverse rende spesso preferibile una soluzione dinamica. In questo modo si evita il cambio formato con guide regolabili o a regolazione automatica, e gli articoli, non entrando in contatto, non rischiano di disallinearsi.
Pneumatico, serie DU o serie HP: a ciascun prodotto la sua tecnologia
L’unificatore pneumatico è la soluzione più semplice ed economica, adatta ai soli prodotti che accettano l’accumulo.
Funziona con cancelli sulle corsie di ingresso che rilasciano le file in sequenza, e richiede due condizioni: gli articoli devono sopportare la pressione durante la fase di accumulo, e la macchina a valle deve poter ricevere i prodotti «in treno» senza risentirne.
Il secondo requisito ha una precisa ragione tecnica. All’uscita i prodotti sono vicini o attaccati, e quando il treno arriva a valle la velocità istantanea percepita dalla macchina risulta doppia rispetto a quella media. O si riesce a gestirla, oppure il flusso va normalizzato con un nastro di rallentamento e uno di accelerazione, a costo di maggiori ingombri, di due motori aggiuntivi e di una logica di controllo più complessa.
La soluzione pneumatica si adatta bene anche a una situazione particolare, quella dell’astuccio come primario, frequente nel comparto della pasta, nel tratto tra il secondario e l’incassatrice, dove il prodotto è cumulabile.
Quando invece il prodotto è delicato o deve essere movimentato senza contatto, si ricorre agli unificatori dinamici, che M.H. propone in due serie.
La serie DU unifica i prodotti riducendo le file tramite nastri fasatori anticoincidenza a velocità differenziali e controllate, uno per ciascuna pista di ingresso. Gli articoli vengono trattati singolarmente e senza contatto, caratteristica che la rende adatta anche a prodotti fragili o soggetti a sovrapposizione, fino a circa 240 pezzi al minuto.
La serie HP è l’evoluzione della DU, sviluppata specificamente per le linee flowpack ad alta velocità e per il collegamento tra confezionamento primario e secondario. In questo caso la pressione è esclusa, poiché i prodotti non devono mai entrare in contatto, e la fasatura avviene uno a uno grazie a un sistema multitappeto a motorizzazioni indipendenti (brushless) per ciascuna pista di ingresso, con aspirazione a soffiante per le accelerazioni più elevate, fino a 600 pezzi al minuto in uscita. Del resto, sul flowpack la fasatura è pressoché obbligata, essendo l’unico modo per evitare la sovrapposizione dei pezzi.
Il passo in uscita, un dettaglio da non sottovalutare
All’aumentare della velocità diventa determinante ottenere, all’uscita dell’unificatore, un passo tra i prodotti quanto più regolare possibile, poiché è questo a stabilire in che modo la macchina a valle riceve l’articolo.
Un flusso consegnato a treni può spingere la macchina a valle oltre i propri limiti di produttività, a causa delle punte di velocità istantanea richiamate in precedenza. La fasatura uno a uno, al contrario, regola la distanza tra le confezioni e le trasferisce senza contatto, riducendo il rischio di incastri e sovrapposizioni.
La scelta parte sempre dal prodotto
In ogni caso, il punto di partenza è sempre il prodotto. Si verifica se accetti o meno l’accumulo, se ne valutano la fragilità e la forma, la cadenza richiesta e il numero di file da unificare, per arrivare infine al tipo di macchina a valle, in particolare se si tratti di una flowpack nel collegamento tra primario e secondario.
Da queste risposte emerge la tecnologia adatta: il pneumatico per i prodotti che accettano la pressione, la serie DU per quelli da trattare senza contatto, la serie HP per le flowpack ad alta velocità.
In M.H. Material Handling realizziamo sistemi di movimentazione e soluzioni di efficienza per le linee di confezionamento dell’industria alimentare e dei comparti affini. In oltre quarant’anni di lavoro sul campo, dal food & beverage al pharma e al packaging, abbiamo maturato una competenza che permette di riconoscere dove l’unificazione fa la differenza e dove se ne può fare a meno. Su questa base progettiamo unificatori pneumatici e dinamici, delle serie DU e HP, su misura a partire dall’analisi dell’impianto.
Se è in programma una nuova linea o un revamping e l’unificazione resta un nodo aperto, possiamo valutarla insieme per individuare la configurazione più adatta.

Co-Titolare M.H. Material Handling Spa – Da quasi vent’anni lavora nel settore della movimentazione dei prodotti in fase di confezionamento, supportando le aziende che vogliono ottimizzare l’intera linea. Sempre aggiornato sulle innovazioni del settore e sui nuovi materiali, mette a disposizione dei clienti la sua esperienza con l’obiettivo finale di eliminare interruzioni e inefficienze del processo di confezionamento. Lettore vorace, scrittore notturno e content creator.