Blog

Prodotti da forno: le tipologie di macchinari per la produzione

image

Le linee di produzione dell’industria alimentare sono sistemi complessi e piuttosto elaborati, costituiti da macchinari specifici per ogni fase e che devono lavorare tutti insieme in maniera fluida ed efficace.

Scarica la nostra guida alla scelta di nastri trasportatori per l'industria  alimentare!


Avere a che fare con prodotti da forno, in particolare, significa gestire all’interno di un unico impianto una serie di step produttivi diversi: impasto, lievitazione, formatura, cottura, raffreddamento, abbattimento… tutto deve avvenire nei giusti tempi e con meccanismi perfettamente oliati.

 

Le macchine in azione sono dunque molte: ognuna ha il suo ruolo e opera in una fase specifica del processo. Per provare a capire come lavora un impianto industriale per prodotti da forno è fondamentale conoscere meglio i tipi di macchinari utilizzati e comprendere a fondo il ruolo dei nastri trasportatori, essenziali per preparare e ottimizzare ogni tappa del percorso produttivo.

 

 

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici delle strumentazioni, all’interno di un impianto di produzione possiamo sostanzialmente identificare due tipologie di macchine: quelle di processo e quelle di confezionamento.

 

Le macchine di processo

Rappresentano il punto di partenza della produzione: sono le macchine (o i sistemi di macchine) che si occupano della creazione del prodotto da forno partendo dalle materie prime. Sulla base di ciò che realizzano deve poi svilupparsi anche il resto del percorso.

 

Le macchine più lineari preparano l’impasto, lo dosano e lo mettono su un nastro già con la forma e le dimensioni che dovrà presentare il prodotto finale. A quel punto viene fatto scorrere su un lungo trasportatore per la fase di lievitazione in movimento, dopodiché condotto all’interno del forno e infine nuovamente trasportato per la fase di raffreddamento. Con questo metodo vengono prodotte ad esempio le merendine più semplici, senza farciture e senza forme particolarmente elaborate, oppure alimenti salati come pane e focacce.

 

Macchinari più complessi sono invece quelli che, oltre ai processi di impasto e dosatura, devono occuparsi anche di rendere più gustosi e in certi casi più “accattivanti” i prodotti da forno: in questo caso entrano in gioco ad esempio farcitrici, tagliatrici, o macchine ancora più specifiche che arrotolano su loro stessi gli impasti, li sovrappongono o gli danno forme particolari. Vengono realizzati in questo modo ad esempio i croissant alla marmellata, alla crema o al cioccolato, le merendine con pan di spagna farcito, quelle glassate e molto altro.

 

Infine, un procedimento ulteriormente diverso, è quello che prevede la realizzazione di prodotti dalla forma estremamente rigida: in questo caso l’impasto viene posto all’interno di uno stampo, ritagliato su di esso con dei rulli appositi e successivamente fatto transitare da una prima fase di precottura, per far sì che si mantenga la conformazione voluta. Dopodiché si procede con la cottura vera e propria e con il raffreddamento, che generalmente avviene su tappeti molto larghi. È il metodo con cui vengono realizzate le fette biscottate e i biscotti, che possono avere forme anche molto creative, oltre a elaborate decorazioni superficiali.

 

Le macchine di confezionamento

Una volta completati i processi produttivi di base, gli alimenti passano alla fase di confezionamento, anche se in un alcuni casi devono affrontare dei passaggi intermedi: il pane in cassetta a lunga scadenza, ad esempio, deve essere tagliato e imbustato in tempi molto brevi, utilizzando per altro o dei gas tecnici o delle ricoperture alcoliche che ne garantiscono la conservazione per lunghi periodi; pizze o focacce surgelate, invece, vanno immediatamente abbattute a bassa temperatura e poi sigillate in atmosfera controllata.

 

(Non sempre si utilizzano gas tecnici o ricoperture alcooliche per la conservazione, alcuni prodotti, anche industriali, hanno una shelf life inferiore e richiedono una supply chain molto efficiente per arrivare in tempo nei punti vendita NdL)

 

In generale, comunque, una volta arrivato alle macchine confezionatrici il prodotto può incorrere in procedimenti diversi ed estremamente specifici, pensati su misura per le sue esigenze igienico-sanitarie e per il suo utilizzo da parte del consumatore.

 

Pane a fette, pane per tramezzini, panini per hamburger, grissini, taralli e anche merendine vengono solitamente fatti transitare nelle macchine flowpack a flusso orizzontale, che li avvolgono in speciali pellicole in materiale plastico e poi effettuano delle saldature a caldo alle due estremità. Se il prodotto è pensato per un utilizzo prolungato nel tempo, può inoltre transitare da un’apposita macchina ciuffatrice (o twist), che arrotola su se stessa una delle estremità e poi applica la clip o il fil di ferro utili per richiudere la confezione dopo la prima apertura.

 

I biscotti hanno invece un trattamento meno uniforme, che può variare a seconda delle esigenze del prodotto e delle esigenze commerciali dell’azienda. Possono essere confezionati anch’essi in flowpack, una scelta solitamente legata al bisogno di avere un imballaggio monodose e che richiede anche un confezionamento secondario; altrimenti possono essere stakerati, ossia messi in costa e incolonnati per spinta reciproca, dopodiché passati in una macchina incartatrice che effettua una chiusura a portafoglio e salda le estremità; infine, la soluzione più diffusa e facile da trovare sugli scaffali dei supermercati è che possono essere imbustati nei sacchettoni: in questo caso un trasportatore ha il compito di portarli in quota e scaricarli nelle bilance multitesta, dove vengono pesati, dosati e poi scaricati nella busta di carta, che a quel punto è pronta per essere sigillata.

confezionamento_alimentare

 

Il ruolo dei nastri trasportatori

I nastri trasportatori non sono solo l’elemento di congiunzione tra i macchinari nelle varie fasi dei processi di produzione e confezionamento, ma hanno anche un compito determinante nel rendere effettivi ed efficienti tali procedimenti. Grazie alla loro straordinaria versatilità possono, infatti, affrontare percorsi molto complessi e svolgere azioni estremamente specifiche, indispensabili per il perfetto funzionamento dell’impianto.

 

Pensiamo alle tipologie di confezionamento primario che abbiamo analizzato in precedenza: i nastri alimentano le macchine flowpack e, nel caso ad esempio delle merendine, tramite dei sistemi di paratie e salti di velocità sono in grado di unificare il flusso, passando dalle file multiple alla fila singola e agevolando così il compito della confezionatrice.

 

Quando si ha a che fare con prodotti che non possono entrare in contatto tra loro (come le barrette di cereali), si può sfruttare un nastro con linee a ranghi, fondamentale per una rigida separazione.

 

Nel confezionamento dei biscotti in sacchetti, così detti a fondo quadro, si utilizzano i nastri con elevatori a facchini, grazie ai quali il prodotto può essere portato in quota e scaricato nelle bilance per la pesa.

 

Una volta superato il confezionamento primario la gestione del prodotto è meno soggetta a vincoli strutturali e le variabili in gioco sono meno rigide: la scelta del nastro dipende soprattutto dalle dimensioni e dai pesi che deve reggere, dal tipo di confezionamento secondario che si intende fornire (scatola, astuccio, vassoio…) e in generale dalle necessità dell’azienda produttrice.

 

Scarica la guida per scegliere il corretto nastro trasportatore!